luglio 19

Oggi è il 19 luglio.

E ogni anno, questo giorno mi chiede silenzio. Ma anche responsabilità.

Ricordiamo Paolo Borsellino, pochi giorni dopo Giovanni Falcone.

Due uomini che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte.

Uomini liberi, non eroi.

Uomini soli… ma fino a un certo punto.

Perché accanto a loro c’erano anime coraggiose.

Gli agenti delle scorte e la magistrata Francesca Morvillo, moglie di Falcone. Donne e uomini che hanno scelto di proteggere la vita, sapendo di rischiare la propria.

Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi.

Li nomino uno per uno, perché nessun nome deve svanire.

E poi Peppino Impastato.

Un ragazzo, una radio, una frase che ancora oggi brucia:

“La mafia è una montagna di merda.”

Lo disse da solo, contro tutto.

E fu proprio per questo che lo fecero saltare in aria.

Oggi, più che mai, sento che la memoria non serve a niente se non ci cambia.

Se non ci rende più giusti, più presenti, più liberi.

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