gennaio 03

Sergio Leone non ha raccontato il Far West.
Lo ha reinventato.

Ha preso un mito americano e lo ha attraversato con uno sguardo europeo, sporco di polvere, silenzi, attese interminabili e volti che parlano più delle parole.
Con lo spaghetti western ha cambiato per sempre il linguaggio del cinema, influenzando generazioni di registi in tutto il mondo.

E poi, alla fine del suo percorso, ha consegnato al cinema un’opera immensa e malinconica: C’era una volta in America.
Un film sul tempo, sulla memoria, sulle occasioni perdute. Un film che non corre, non consola, non semplifica. Osserva. E resta.

A distanza di anni, il suo tocco ci manca ancora.
Perché Sergio Leone non faceva film per distrarre, ma per incidere.

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