Il 21 agosto porta con sé due storie che si specchiano l’una nell’altra.
Nel 1502 Leonardo da Vinci veniva nominato ingegnere militare da Cesare Borgia, mettendo il suo ingegno al servizio della guerra. Quattro secoli più tardi, nello stesso giorno, la Gioconda scompariva dal Louvre, trasformandosi in assenza viva e in mistero universale.
Due destini intrecciati che ci parlano ancora oggi: la tentazione di piegare la scienza alla distruzione e la forza di un sorriso che resiste al tempo.
In questo articolo ho immaginato un dialogo impossibile con Leonardo, per chiedergli cosa direbbe al nostro presente. Le sue parole – reali o immaginate – ci ricordano che l’arte non si possiede e che il vero compito del genio è custodire armonia, non alimentare conflitti.