C’è qualcosa di sacro in chi parte, anche senza sapere se tornerà.
Naviganti, esploratori, inventori…
gente che ha scelto di fidarsi della propria visione.
Con mezzi minimi e fede assoluta,
hanno cambiato il mondo.
C’è qualcosa di sacro in chi parte, anche senza sapere se tornerà.
Naviganti, esploratori, inventori…
gente che ha scelto di fidarsi della propria visione.
Con mezzi minimi e fede assoluta,
hanno cambiato il mondo.
Ieri abbiamo parlato di Uayeb, quei cinque giorni sospesi in cui possiamo purificarci e prepararci al Giorno Fuori dal Tempo.
Oggi vogliamo condividere con voi qualcosa in più su José Argüelles, l’uomo che ha risvegliato questa antica conoscenza e ci ha insegnato che il tempo non è denaro, ma arte.
È stato lui a mostrarci una via per uscire dalla prigione delle lancette e riconnetterci ai cicli naturali, al ritmo della Terra, del cuore, del cosmo.
Un invito profondo a cambiare frequenza, dentro e fuori.
Leggi l'articolo nel nostro blog.
Cinque giorni fuori dal tempo.
Dal 21 al 25 luglio, secondo il Sincronario delle 13 Lune, ci viene offerta un’occasione rara: fermarci, purificarci, ascoltare.
Non si tratta di un semplice passaggio da un anno all’altro. È un portale energetico, un invito a lasciare andare ciò che non serve più e prepararci con coscienza al nuovo tempo.
In questi giorni cerca di stare più in silenzio. Camminare. Scrivere. Meditare.
E visualizzare la Terra guarita, luminosa, viva.
Forse non cambierà il mondo. Ma sicuramente cambia te. E non è già un inizio?
Se senti anche tu il bisogno di pulire dentro e ricominciare, forse è il momento giusto.
Buon Uayeb
Lo spritz: un gesto semplice, un tempo condiviso
C’è qualcosa di profondamente umano nel fermarsi a bere uno spritz.
Un gesto all’apparenza banale, ma che porta con sé il valore del tempo, dell’incontro, della condivisione.
È l’occasione per rallentare, per guardarsi negli occhi, per aprire uno spazio di ascolto vero.
Soprattutto in estate, quando la luce si fa più lunga e la vita sembra respirare più lentamente, l’aperitivo diventa un momento prezioso. Un modo per esserci, per stare.
Non si tratta solo di ciò che beviamo, ma di come e con chi scegliamo di farlo.
Lo spritz, nato da un incrocio di culture e cresciuto tra le calli veneziane, è oggi conosciuto in tutto il mondo. Ma la sua forza non è nella moda: è nella semplicità.
Nel potere di creare connessioni. Di ricordarci che ogni giornata può contenere un piccolo momento di bellezza.
Oggi è il 19 luglio.
E ogni anno, questo giorno mi chiede silenzio. Ma anche responsabilità.
Ricordiamo Paolo Borsellino, pochi giorni dopo Giovanni Falcone.
Due uomini che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Uomini liberi, non eroi.
Uomini soli… ma fino a un certo punto.
Perché accanto a loro c’erano anime coraggiose.
Gli agenti delle scorte e la magistrata Francesca Morvillo, moglie di Falcone. Donne e uomini che hanno scelto di proteggere la vita, sapendo di rischiare la propria.
Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi.
Li nomino uno per uno, perché nessun nome deve svanire.
E poi Peppino Impastato.
Un ragazzo, una radio, una frase che ancora oggi brucia:
“La mafia è una montagna di merda.”
Lo disse da solo, contro tutto.
E fu proprio per questo che lo fecero saltare in aria.
Oggi, più che mai, sento che la memoria non serve a niente se non ci cambia.
Se non ci rende più giusti, più presenti, più liberi.
Cosa succede quando 100 donne si siedono davanti a una videocamera e decidono di parlare della propria intimità, senza filtri, senza paura?
Questo documentario – appena arrivato su UAM.TV – è un viaggio potente nel cuore della sessualità femminile. Ma non quella che ci hanno insegnato a guardare.
È quella vera. Imperfetta. Fragile. Ribelle.
Un casting che diventa confessione. Un set che si trasforma in uno spazio di ascolto.
Un film che non dà risposte, ma apre porte.
Lo consiglio a ogni donna che ha voglia di riconoscersi. E a ogni uomo che ha il coraggio di disimparare.
Alan Watts ha esplorato la coscienza umana in modo unico.
Non era un maestro nel senso tradizionale.
Non voleva convincerti di niente, solo ricordarti che sei già parte del tutto.
Che non serve controllare la vita, ma viverla e danzarci dentro.
Sul blog di UAM.TV abbiamo voluto raccontare il suo messaggio: uno sguardo fresco e profondo, capace di strappare un sorriso e farci vedere la realtà da un’altra prospettiva.
Watts ci ricorda che non siamo un io separato dall’universo, ma l’universo che si fa io.
Emily aveva appena perso suo nonno. Il cuore spezzato, il silenzio dentro. Poi, su un volo qualunque, trova una lettera infilata in una rivista. Era per lei.
Parlava di coraggio, amore, presenza. Firmata: "Tuo nonno".
Coincidenza? Miracolo? Sincronicità?
A volte l’Universo trova strade incredibili per ricordarci che non siamo soli.
👉 Leggi la storia completa sul nostro blog e scopri come anche un piccolo gesto può diventare una soglia verso il mistero.
Ci sentiamo liberi… ma siamo dentro una bolla.
Una bolla fatta di algoritmi che ci mostrano solo ciò che vogliamo vedere.
E una, più profonda, fatta delle nostre convinzioni. Delle nostre certezze. Del bisogno di avere sempre ragione.
👉 In questo nuovo articolo sul blog di UAM.TV parliamo di come uscire da entrambe:
quella digitale e quella mentale.
Perché solo quando smetti di cercare conferme, puoi davvero iniziare a scoprire.
Oggi, 40 anni fa, il Live Aid univa il mondo con la musica.
Un grido globale contro la fame e l’indifferenza.
Oggi quel grido ci manca. Guerre, genocidi, silenzi. Serve un nuovo impulso.
Noi di UAM.TV ci crediamo: l’arte può ancora risvegliare coscienze.
Stiamo costruendo una massa critica che sogna un mondo diverso, più umano, più vero.
Vuoi esserci anche tu?