Oggi è la Giornata Mondiale delle Città per la Vita.
Una ricorrenza che ci ricorda una verità semplice e potentissima: la civiltà non cresce con la punizione, ma con il coraggio di scegliere la compassione.
Mentre più di duemila città nel mondo accendono simbolicamente una luce contro la pena di morte, dovremmo chiederci quale sia davvero il significato di “condanna” nella nostra vita quotidiana. Perché esistono pene che non colpiscono il corpo, ma la voce. E ogni volta che sui social o nella vita civile zittiamo con arroganza chi non la pensa come noi, stiamo esercitando una piccola, violenta forma di “pena di morte” della libertà di espressione.
In questi giorni, tornando a rivedere Anam il senzanome, il documentario con Tiziano Terzani disponibile su UAM.TV, ci ha colpito ancora una volta la limpidezza con cui Terzani parlava di pace, di umanità, di ascolto. La sua voce rimane un faro: ci ricorda che la comprensione è la forma più alta di giustizia, e che eliminare l’altro non è mai la strada per costruire un mondo migliore.
Forse allora questa giornata ci chiede una cosa molto semplice: imparare ad imparare. Lasciare spazio a chi è diverso. Scegliere la gentilezza quando sarebbe più facile reagire con durezza.
È così che si costruisce una società che non ha bisogno di punire per sentirsi forte.
Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi oggi sul blog di UAM.TV.