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gennaio 21

Oggi è la Giornata mondiale dell’abbraccio.

Un gesto semplice, spesso dato per scontato, che continua però ad avere un effetto profondo. Un abbraccio rallenta, rassicura, crea uno spazio in cui il corpo può sentirsi al sicuro prima ancora delle parole.

Nel percorso di Amma, conosciuta come la Madre degli Abbracci, questo gesto diventa una pratica quotidiana di presenza e compassione. Un contatto reale, uno alla volta, senza ruoli né spiegazioni.

Il film Amma’s Way, disponibile su UAM.TV, racconta proprio questo: la forza trasformativa di un gesto umano, essenziale, che ci ricorda quanto il contatto autentico sia ancora necessario.

Oggi fermiamoci un attimo.
E ricordiamoci che anche un abbraccio può essere un atto di consapevolezza.

Leggi l'articolo sul blog.

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gennaio 19

Riascoltando Janis Joplin viene naturale farsi una domanda semplice e difficile insieme: sappiamo davvero prenderci cura delle persone sensibili?

La sua voce era libera, intensa, senza protezioni. Non separava ciò che sentiva da ciò che mostrava. Forse per questo continua a parlarci ancora oggi, in un tempo che chiede di essere sempre forti, sempre performanti, sempre “a posto”.

Qui nella community ci piace pensare a UAM come a uno spazio diverso. Un luogo dove si può abbassare il volume, dove la fragilità non è un difetto da correggere ma una parte da ascoltare.

Se vi va di approfondire, sul blog di UAM.TV trovate un articolo dedicato a Janis, con uno sguardo più umano e un’intervista immaginaria che prova a farci ascoltare anche quello che resta fuori dal palco.

E se vi va, condividete qui sotto una voce, una canzone o una persona che vi ha fatto sentire visti davvero.
Senza fretta.

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gennaio 16
• Modificato (gen 16, 2026)

Oggi ricordiamo Martin Luther King Jr non come una figura del passato, ma come una voce che continua a parlare al nostro presente.

“L’oscurità non può scacciare l’oscurità. Solo la luce può farlo.
L’odio non può scacciare l’odio. Solo l’amore può farlo.”

Le sue parole non erano un invito alla rassegnazione, ma una scelta radicale di responsabilità. La non violenza, per King, non era debolezza: era forza, disciplina, coraggio quotidiano.

In un tempo che divide e accelera, ricordarlo significa fermarsi e chiederci che uso facciamo della nostra voce, delle nostre parole, delle nostre azioni.

Perché i sogni collettivi non vivono nel passato. Vivono nelle scelte di oggi.

Leggi l'articolo nel blog di uam.tv

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gennaio 13

C’è stato un tempo in cui la pubblicità non interrompeva le giornate. Le accompagnava.

Si chiamava Carosello e non era solo uno spazio televisivo.

Era un rito. Un confine simbolico. E dopo Carosello si andava a letto.

Non vendeva soltanto prodotti.

Raccontava storie. Creava personaggi. Insegnava il ritmo dell’attesa.

Piccoli cortometraggi serali che hanno formato l’immaginario di intere generazioni.

Da Calimero a Caballero e Carmencita, da Jo Condor alla Linea, fino alle grandi saghe pubblicitarie che sono venute dopo.

Per anni la pubblicità ha saputo intrattenere, far sorridere, persino far sognare.

Oggi viviamo immersi in spot che chiedono attenzione senza concedere tempo.

Carosello, invece, entrava in punta di piedi.

E forse per questo lo ricordiamo ancora.

Abbiamo dedicato un articolo a quella stagione irripetibile della televisione italiana.

Un viaggio nella memoria collettiva, quando anche la pubblicità sapeva essere racconto.

Leggi l’articolo completo sul blog UAM.TV

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gennaio 12

Osserviamo spesso i giovani e ci colpisce un paradosso difficile da ignorare.
Sono sempre connessi, sempre presenti, eppure sempre più silenziosi.

Non perché non abbiano nulla da dire, ma perché non sempre trovano uno spazio sicuro dove farlo.
Un luogo in cui il silenzio non venga subito riempito, corretto, spiegato.

Forse il nostro compito non è offrire risposte immediate, ma restare ad ascoltare, senza fretta, accettando anche ciò che non comprendiamo subito.

Creare spazio, oggi, è già una forma di cura.

Leggi l'articolo nel blog.

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gennaio 11

Oggi, 11 gennaio, è la Giornata del Grazie.

Una ricorrenza silenziosa, quasi invisibile, ma potentissima.
Dire grazie non è un gesto automatico.
È un atto di presenza.
È il modo più semplice per ricordare a qualcuno che è visto.

A volte basta aggiungere due parole in più.
“Grazie, buon lavoro.”
“Grazie davvero.”

Detto con il tono giusto, con uno sguardo, con un corpo aperto.
Sono piccoli gesti.
Ma cambiano il clima emotivo di una giornata.

E spesso continuano il loro viaggio, passando da una persona all’altra.

Oggi proviamo a rallentare i ringraziamenti.
A renderli veri.

E osserviamo cosa succede, fuori e dentro di noi.

Se vuoi approfondire, ne parliamo nel nostro blog.

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gennaio 10

Ci sono sapori che non appartengono solo al palato, ma alla memoria.
Pane e marmellata. Una fetta di torta fatta in casa. Non erano solo merende. Erano gesti di cura, tempo condiviso, presenza.

Oggi abbiamo sostituito tutto questo con velocità, merendine industriali e fast food. Comodi, certo. Ma spesso più costosi, meno salutari e poveri di significato.
Tornare a una merenda semplice richiede tempo, soprattutto per i genitori. Ma è un tempo che educa, nutre davvero e crea ricordi.
Per i bambini.
E anche per noi.

A volte basta poco per fare una scelta diversa. E quel poco può fare molta differenza.

Leggi l'articolo nel nostro blog.

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gennaio 09

🎥 River of Freedom è ora disponibile su UAM.TV.

Il documentario racconta uno dei momenti più complessi del periodo Covid-19, mettendo al centro le proteste nate in Nuova Zelanda e il clima di forte polarizzazione che ha attraversato la società attorno a vaccini, libertà e responsabilità collettiva.

Non è un film che chiede allo spettatore di schierarsi.
Propone invece uno sguardo lungo, fatto di ascolto e attenzione alle voci coinvolte, anche quando sono scomode o lontane dalle nostre convinzioni.

Guardarlo oggi significa provare a comprendere ciò che è accaduto, senza slogan e senza semplificazioni, per non archiviare in fretta un passaggio storico che ha lasciato segni profondi.

Leggi l'articolo sul nostro blog

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gennaio 08

Viviamo in un’epoca in cui nulla sembra più finire davvero.
Messaggi, fotografie, profili, archivi digitali continuano a esistere anche quando una vita si spegne.

Ma cosa resta davvero di noi?

Nel nuovo articolo del blog UAM.TV ci interroghiamo sul rapporto tra memoria digitale e morte, mettendo a confronto la nostra ossessione per la conservazione con la visione della fine nelle grandi culture della terra.
Un viaggio tra tecnologia, spiritualità e lutto, per chiederci se salvare tutto significhi davvero ricordare.

Leggere questo articolo non significa trovare risposte facili, ma fermarsi un momento.
E forse riscoprire il valore del lasciare andare.

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gennaio 07

Oggi nelle scuole italiane si è osservato un minuto di silenzio per ricordare i ragazzi che hanno perso la vita nel tragico incendio di Crans-Montana.

Un gesto semplice. Necessario.
Un tempo sospeso per fermarsi prima del giudizio.

In questi giorni il dolore è stato troppo spesso accompagnato da commenti freddi, analisi a posteriori, sentenze pronunciate da lontano. Ma davanti al panico non esistono comportamenti “giusti”. Esiste solo la fragilità umana.

Ricordare non significa spiegare.
Educare non significa accusare.
Il silenzio, a volte, è la forma più alta di rispetto.

Lo staff di UAM.TV si unisce al cordoglio delle famiglie, con partecipazione sincera e senza parole superflue.