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gennaio 06

Stanotte è passata una delle notti più misteriose dell’anno.
La notte dell’Epifania.

Secondo un’antica tradizione popolare, tra il 5 e il 6 gennaio gli animali possono parlare.
Non per gioco.
Non per magia da fiaba.
Ma per dire la verità.

Una leggenda che parla di soglie, di silenzi, di un sapere che non chiede di essere posseduto ma rispettato.
Di ciò che emerge solo quando il mondo rallenta e smette, per un istante, di fare rumore.

Abbiamo dedicato l’articolo di oggi a questa notte appena trascorsa.
Un racconto simbolico sull’Epifania, sul linguaggio segreto della natura e su ciò che resta quando il silenzio torna a farsi spazio.

👉 Leggilo qui

Forse gli animali non parlano davvero.
O forse lo fanno da sempre, e siamo noi ad aver dimenticato come ascoltare. 🐾✨

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gennaio 05

Il 5 gennaio nasceva Umberto Eco.
Un intellettuale che ha insegnato a generazioni di lettori a non accontentarsi delle risposte facili.

Nel nuovo articolo sul blog di UAM.TV lo ricordiamo con un’intervista immaginaria che attraversa i temi a lui più cari: l’interpretazione, il pensiero critico, il rapporto tra cultura e potere, il rischio delle semplificazioni.

Perché Eco non ci ha lasciato certezze, ma strumenti. E oggi ne abbiamo ancora più bisogno.

👉 Leggi l’articolo sul blog

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gennaio 04

Il 4 gennaio è la Giornata mondiale dell’alfabeto Braille.
Una data che non celebra solo un’invenzione, ma un’idea di progresso diversa dal solito.

Il Braille, come le lingue dei segni o l’Esperanto, nasce da una domanda semplice e radicale:
il problema è davvero la persona o è il mondo così com’è progettato?

Nel nuovo articolo sul blog di UAM.TV riflettiamo sulle invenzioni pensate per includere, su ciò che accade quando l’innovazione non serve a correre più veloce, ma ad allargare l’accesso alla conoscenza.

👉 Leggi l’articolo sul blog

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gennaio 03

Sergio Leone non ha raccontato il Far West.
Lo ha reinventato.

Ha preso un mito americano e lo ha attraversato con uno sguardo europeo, sporco di polvere, silenzi, attese interminabili e volti che parlano più delle parole.
Con lo spaghetti western ha cambiato per sempre il linguaggio del cinema, influenzando generazioni di registi in tutto il mondo.

E poi, alla fine del suo percorso, ha consegnato al cinema un’opera immensa e malinconica: C’era una volta in America.
Un film sul tempo, sulla memoria, sulle occasioni perdute. Un film che non corre, non consola, non semplifica. Osserva. E resta.

A distanza di anni, il suo tocco ci manca ancora.
Perché Sergio Leone non faceva film per distrarre, ma per incidere.

👉 Leggi l’articolo completo sul blog di UAM.TV

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gennaio 02

Isaac Asimov non ha scritto solo di robot e futuri lontani.
Ha scritto di noi. Delle nostre responsabilità. Dei limiti che scegliamo di darci, o di ignorare.

Le sue Leggi della Robotica non erano regole tecniche, ma domande etiche travestite da fantascienza.
La Psicostoria della Fondazione non era una profezia, ma un modo per riflettere sul destino collettivo, sul peso delle masse, sul fragile equilibrio tra conoscenza e potere.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite quotidiane, tornare a leggere Isaac Asimov significa allenare lo sguardo, rallentare il pensiero, ricordare che nessuna macchina potrà mai sostituire la responsabilità umana.

Abbiamo dedicato a lui un articolo sul blog di UAM.TV:
un viaggio tra robotica, Psicostoria e una intervista immaginaria in cui Asimov riflette sull’IA di oggi e propone nuove “leggi” per il nostro futuro.

👉 Leggilo qui

Perché il futuro non è qualcosa che accade.
È qualcosa che scegliamo, una decisione alla volta.

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gennaio 01

Non servono proclami per iniziare un nuovo anno.
Serve una soglia da attraversare con attenzione.

Abbiamo provato a raccogliere alcuni auguri veri per questo nuovo inizio:
più gentilezza che rumore
più tempo abitabile che fretta
più domande che certezze comode
più cura, per noi e per il mondo che ci ospita.

Un augurio che è anche un impegno: continuare a raccontare storie, persone e visioni che aiutino a guardare la realtà con occhi meno distratti e cuori più presenti.

Buon inizio.
Che sia un anno umano, imperfetto e vivo.

👉 Leggi l’articolo completo sul blog di UAM.TV

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dicembre 31, 2025

Chiudiamo il 2025 con uno sguardo diverso dal solito.
Non su ciò che ha fatto più rumore, ma su ciò che ha resistito in silenzio.

È stato un anno difficile, a tratti duro. Ma sotto la superficie delle crisi e delle paure, abbiamo visto anche altro: gesti di cura, comunità che tengono, cultura che continua a interrogare, persone che scelgono di non smettere di cercare equilibrio e comprensione.

Nel nostro piccolo, su UAM.TV, abbiamo provato a raccontare proprio questo. Persone, luoghi, tradizioni, azioni. Strade alternative alla semplificazione e al cinismo. Senza risposte preconfezionate, ma con domande sincere.

Ci siamo riusciti? Forse. Speriamo.
Di certo sappiamo che questo percorso ha senso solo se è condiviso. E se serve, siamo pronti a migliorarlo insieme.

Sul blog trovate il nostro articolo di fine anno.
È un modo per fermarsi un attimo, respirare, e ricordare che non tutto ciò che conta fa rumore.

Buon anno a tutte e a tutti gli amici di UAM.TV.
Continuiamo. Insieme.

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dicembre 30, 2025

Il 30 dicembre non è un giorno che promette.
Non inaugura, non celebra, non chiede bilanci.

È uno spazio di mezzo.
Ed è proprio lì che il cinema di Silvano Agosti trova casa.

Nei suoi film il vecchio mondo è già incrinato, ma il nuovo non si è ancora imposto. Resta l’essere umano, spoglio di ruoli e addestramenti. Uno sguardo che non spiega, non rassicura, non consola. Uno sguardo che interroga.

Sul blog di UAM.TV abbiamo dedicato un articolo a questo tempo sospeso e alla sua risonanza profonda con il cinema di Agosti, accompagnato dalla serie “D’amore si vive – Il cinema di Silvano Agosti”, disponibile sulla piattaforma.

Un invito a restare.
A guardare senza correre.
A prendersi la responsabilità dello sguardo.

👉 Leggi l’articolo sul blog di UAM.TV

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dicembre 29, 2025

Brigitte Bardot non è stata solo un’icona del cinema.
È stata una scelta.

Nel momento più alto della sua fama ha deciso di spostarsi ai margini, là dove lo sguardo raramente si posa. Ha usato la celebrità non per consolidare un mito, ma per denunciare una violenza normalizzata e invisibile: quella esercitata sugli animali.

Il suo impegno animalista non è mai stato ornamentale. È stato radicale, continuo, spesso scomodo. Bardot ha ricordato a tutti noi che la compassione non è un sentimento astratto, ma una responsabilità concreta. E che il progresso, se passa sulla sofferenza dei più vulnerabili, merita di essere interrogato.

Oggi sul blog di UAM.TV abbiamo pubblicato un articolo dedicato alla sua traiettoria più profonda.
Non un omaggio nostalgico, ma una riflessione su ciò che la sua vita continua a chiederci.

👉 Brigitte Bardot. Una vita dalla parte dei senza voce

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dicembre 28, 2025

Ci sono musiche che non raccontano una storia.
Ti mettono dentro un meccanismo.

Il Boléro di Maurice Ravel è una di queste. Un tema unico, ripetuto identico a sé stesso, senza sviluppo, senza deviazioni. Tutto cambia intorno, il volume cresce, l’orchestrazione si ispessisce, ma la musica resta lì, ostinata, implacabile.

È una progressione che affascina e inquieta proprio perché non evolve. Avanza come una macchina perfetta, senza chiedersi il senso del proprio movimento. E in questo ritmo che si ripete sembra rispecchiarsi la nostra idea di progresso: crescere, accumulare, intensificare, senza fermarsi mai a interrogarsi sulla direzione.

Ravel è morto il 28 dicembre 1937, alla fine dell’anno, in quella soglia sospesa in cui si fanno bilanci. E il suo Boléro, riascoltato oggi, continua a porre una domanda semplice e scomoda: stiamo davvero andando avanti, o stiamo solo aumentando il volume?

Sul blog di UAM.TV abbiamo dedicato un articolo a questa musica e a ciò che continua a dirci sulla ripetizione, sull’automatismo e sull’illusione di un progresso che non si mette mai in discussione.

A volte il vero cambiamento non è accelerare.
È fermarsi ad ascoltare.

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