Isaac Asimov non ha scritto solo di robot e futuri lontani.
Ha scritto di noi. Delle nostre responsabilità. Dei limiti che scegliamo di darci, o di ignorare.
Le sue Leggi della Robotica non erano regole tecniche, ma domande etiche travestite da fantascienza.
La Psicostoria della Fondazione non era una profezia, ma un modo per riflettere sul destino collettivo, sul peso delle masse, sul fragile equilibrio tra conoscenza e potere.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite quotidiane, tornare a leggere Isaac Asimov significa allenare lo sguardo, rallentare il pensiero, ricordare che nessuna macchina potrà mai sostituire la responsabilità umana.
Abbiamo dedicato a lui un articolo sul blog di UAM.TV:
un viaggio tra robotica, Psicostoria e una intervista immaginaria in cui Asimov riflette sull’IA di oggi e propone nuove “leggi” per il nostro futuro.
Perché il futuro non è qualcosa che accade.
È qualcosa che scegliamo, una decisione alla volta.