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13 gen 10:59

C’è stato un tempo in cui la pubblicità non interrompeva le giornate. Le accompagnava.

Si chiamava Carosello e non era solo uno spazio televisivo.

Era un rito. Un confine simbolico. E dopo Carosello si andava a letto.

Non vendeva soltanto prodotti.

Raccontava storie. Creava personaggi. Insegnava il ritmo dell’attesa.

Piccoli cortometraggi serali che hanno formato l’immaginario di intere generazioni.

Da Calimero a Caballero e Carmencita, da Jo Condor alla Linea, fino alle grandi saghe pubblicitarie che sono venute dopo.

Per anni la pubblicità ha saputo intrattenere, far sorridere, persino far sognare.

Oggi viviamo immersi in spot che chiedono attenzione senza concedere tempo.

Carosello, invece, entrava in punta di piedi.

E forse per questo lo ricordiamo ancora.

Abbiamo dedicato un articolo a quella stagione irripetibile della televisione italiana.

Un viaggio nella memoria collettiva, quando anche la pubblicità sapeva essere racconto.

Leggi l’articolo completo sul blog UAM.TV

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12 gen 12:06

Osserviamo spesso i giovani e ci colpisce un paradosso difficile da ignorare.
Sono sempre connessi, sempre presenti, eppure sempre più silenziosi.

Non perché non abbiano nulla da dire, ma perché non sempre trovano uno spazio sicuro dove farlo.
Un luogo in cui il silenzio non venga subito riempito, corretto, spiegato.

Forse il nostro compito non è offrire risposte immediate, ma restare ad ascoltare, senza fretta, accettando anche ciò che non comprendiamo subito.

Creare spazio, oggi, è già una forma di cura.

Leggi l'articolo nel blog.

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11 gen 11:44

Oggi, 11 gennaio, è la Giornata del Grazie.

Una ricorrenza silenziosa, quasi invisibile, ma potentissima.
Dire grazie non è un gesto automatico.
È un atto di presenza.
È il modo più semplice per ricordare a qualcuno che è visto.

A volte basta aggiungere due parole in più.
“Grazie, buon lavoro.”
“Grazie davvero.”

Detto con il tono giusto, con uno sguardo, con un corpo aperto.
Sono piccoli gesti.
Ma cambiano il clima emotivo di una giornata.

E spesso continuano il loro viaggio, passando da una persona all’altra.

Oggi proviamo a rallentare i ringraziamenti.
A renderli veri.

E osserviamo cosa succede, fuori e dentro di noi.

Se vuoi approfondire, ne parliamo nel nostro blog.

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10 gen 10:11

Ci sono sapori che non appartengono solo al palato, ma alla memoria.
Pane e marmellata. Una fetta di torta fatta in casa. Non erano solo merende. Erano gesti di cura, tempo condiviso, presenza.

Oggi abbiamo sostituito tutto questo con velocità, merendine industriali e fast food. Comodi, certo. Ma spesso più costosi, meno salutari e poveri di significato.
Tornare a una merenda semplice richiede tempo, soprattutto per i genitori. Ma è un tempo che educa, nutre davvero e crea ricordi.
Per i bambini.
E anche per noi.

A volte basta poco per fare una scelta diversa. E quel poco può fare molta differenza.

Leggi l'articolo nel nostro blog.

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09 gen 10:05

🎥 River of Freedom è ora disponibile su UAM.TV.

Il documentario racconta uno dei momenti più complessi del periodo Covid-19, mettendo al centro le proteste nate in Nuova Zelanda e il clima di forte polarizzazione che ha attraversato la società attorno a vaccini, libertà e responsabilità collettiva.

Non è un film che chiede allo spettatore di schierarsi.
Propone invece uno sguardo lungo, fatto di ascolto e attenzione alle voci coinvolte, anche quando sono scomode o lontane dalle nostre convinzioni.

Guardarlo oggi significa provare a comprendere ciò che è accaduto, senza slogan e senza semplificazioni, per non archiviare in fretta un passaggio storico che ha lasciato segni profondi.

Leggi l'articolo sul nostro blog

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08 gen 10:19

Viviamo in un’epoca in cui nulla sembra più finire davvero.
Messaggi, fotografie, profili, archivi digitali continuano a esistere anche quando una vita si spegne.

Ma cosa resta davvero di noi?

Nel nuovo articolo del blog UAM.TV ci interroghiamo sul rapporto tra memoria digitale e morte, mettendo a confronto la nostra ossessione per la conservazione con la visione della fine nelle grandi culture della terra.
Un viaggio tra tecnologia, spiritualità e lutto, per chiederci se salvare tutto significhi davvero ricordare.

Leggere questo articolo non significa trovare risposte facili, ma fermarsi un momento.
E forse riscoprire il valore del lasciare andare.

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07 gen 10:48

Oggi nelle scuole italiane si è osservato un minuto di silenzio per ricordare i ragazzi che hanno perso la vita nel tragico incendio di Crans-Montana.

Un gesto semplice. Necessario.
Un tempo sospeso per fermarsi prima del giudizio.

In questi giorni il dolore è stato troppo spesso accompagnato da commenti freddi, analisi a posteriori, sentenze pronunciate da lontano. Ma davanti al panico non esistono comportamenti “giusti”. Esiste solo la fragilità umana.

Ricordare non significa spiegare.
Educare non significa accusare.
Il silenzio, a volte, è la forma più alta di rispetto.

Lo staff di UAM.TV si unisce al cordoglio delle famiglie, con partecipazione sincera e senza parole superflue.

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06 gen 11:50

Stanotte è passata una delle notti più misteriose dell’anno.
La notte dell’Epifania.

Secondo un’antica tradizione popolare, tra il 5 e il 6 gennaio gli animali possono parlare.
Non per gioco.
Non per magia da fiaba.
Ma per dire la verità.

Una leggenda che parla di soglie, di silenzi, di un sapere che non chiede di essere posseduto ma rispettato.
Di ciò che emerge solo quando il mondo rallenta e smette, per un istante, di fare rumore.

Abbiamo dedicato l’articolo di oggi a questa notte appena trascorsa.
Un racconto simbolico sull’Epifania, sul linguaggio segreto della natura e su ciò che resta quando il silenzio torna a farsi spazio.

👉 Leggilo qui

Forse gli animali non parlano davvero.
O forse lo fanno da sempre, e siamo noi ad aver dimenticato come ascoltare. 🐾✨

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05 gen 10:31

Il 5 gennaio nasceva Umberto Eco.
Un intellettuale che ha insegnato a generazioni di lettori a non accontentarsi delle risposte facili.

Nel nuovo articolo sul blog di UAM.TV lo ricordiamo con un’intervista immaginaria che attraversa i temi a lui più cari: l’interpretazione, il pensiero critico, il rapporto tra cultura e potere, il rischio delle semplificazioni.

Perché Eco non ci ha lasciato certezze, ma strumenti. E oggi ne abbiamo ancora più bisogno.

👉 Leggi l’articolo sul blog

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04 gen 11:45

Il 4 gennaio è la Giornata mondiale dell’alfabeto Braille.
Una data che non celebra solo un’invenzione, ma un’idea di progresso diversa dal solito.

Il Braille, come le lingue dei segni o l’Esperanto, nasce da una domanda semplice e radicale:
il problema è davvero la persona o è il mondo così com’è progettato?

Nel nuovo articolo sul blog di UAM.TV riflettiamo sulle invenzioni pensate per includere, su ciò che accade quando l’innovazione non serve a correre più veloce, ma ad allargare l’accesso alla conoscenza.

👉 Leggi l’articolo sul blog